Imprenditori della ristorazione,
appassionati di marketing e tecnologia.

Matteo Pittarello

Founder, CEO

Filosofo, master MBA in Bocconi, è stato consulente di organizzazioni di processo, fondatore di una delle più famose catene di sushi di Milano, in Strooka realizza il sogno dei ristoratori imprenditori di avere l’efficienza del Metodo Toyota nel ristorante, con la comodità del digital di oggi. 

Quel disastro di San Valentino che fece nascere l'idea

(Episodio reale, raccontato nel libro “Questo non è un Imprenditore” di Matteo Pittarello, disponibile su Amazon)

La conversazione al telefono fu più o meno questa.
“Teo?”
“Dimmi Ayris.”

“Oggi non sto tanto bene, andresti tu al negozio?”
“Proprio io?”
“Sì, scusami… ma mi gira la testa.”

“E Lorenzo?”
“È in trasferta per lavoro.”
“E allora non mi lasci scelta…”

Conclusi la telefonata, facendomi il segno della croce.
Un po’ per scherzo, un po’ per alleggerire il pensiero.

Avevo già gestito la cassa in passato, ma solo per poche ore.
Mai per tutto il turno.
Mai di sabato.
E mai, dico mai, il giorno di S.Valentino.

Eppure qualcuno doveva fare quel lavoro.
Così arrivai in negozio alle 16, carico come una molla.
E lì trovai la prima sorpresa:
c’erano già 20 ordini in coda.

Se avessi avuto il bat-segnale, lo avrei subito attivato.
Sì, perché all’epoca noi ricevevamo in media 30-35 ordini al giorno.

Averne già 20 prima di aprire, significava che il Joker era tornato in città.
E io mi trovavo solo, senza neanche il commissario Gordon dalla mia parte.

“Calma Matteo, sarà stata solo un’ondata” pensai fra me e me.

Ma lo sapete tutti.
Le cose peggiorano, quando possono peggiorare.
E peggiorarono, eccome.

Alle 19 gli ordini online passarono a 40, si formò la coda alla cassa e il telefono iniziò a suonare senza sosta.

Avevo il fiato sul collo dei clienti e avevo
gli sguardi addosso dei sushiman che mi scrutavano con gli occhi di chi ti dice “allora capo, dimmi cosa fare”.

Cosa fare?
Non lo sapevo neanche io.
Non facevo in tempo a rispondere al telefono che arrivava un ordine online o entrava in negozio una persona nuova, allungando la fila alla cassa.

Alle 19.30 la situazione era vicina al punto di non ritorno.

Cominciai a ricevere le prime telefonate di protesta.

Dove è finito il mio ordine?

Quando arriva il vostro uomo?

Non ordinerò più da voi.

Troppi ordini da processare.

Troppo poche due orecchie e due mani per gestire lo tsunami di richieste.

Così alle 20:30 presi la decisione.

“Signori, abbiamo finito il tonno. Non possiamo prendere più nessuna ordinazione.”

Sotto lo sguardo incredulo dei miei sushiman, calai il sipario.

Quel 14 febbraio 2009 fu la prima volta in cui Milano dimostrò il suo amore per noi.

E io mi comportai come chi se la tira, dando buca a circa una settantina di coppie.

Il giorno dopo, smaltita la vergogna, chiamai il nostro programmatore.

“Fabio, quello che è successo ieri non deve più accadere.”
“Cosa vorresti fare?”
“Voglio gestire tutti gli ordini in arrivo, premendo un solo pulsante.”

Fu così che nacque Strooka, il nostro sistema di gestione degli ordini per il delivery.

E da quel giorno non deludemmo più nessun innamorato.

(Tratto da “Questo non è un Imprenditore” di Matteo Pittarello, disponibile su Amazon)